venerdì 24 dicembre 2010

Ma quale crisi!

Ma siamo sicuri che ci sia la crisi economica? Io vado in giro e vedo solo file. Al cinema, al ristorante, in pizzeria, nei negozi e nei centri commerciali. Le autostrade sono un inferno, gli aeroporti intasati, le agenzie di viaggio lavorano a pieno ritmo, i negozi del centro pullulano di belle signore che sbandierano carte di credito a più non posso. Stamattina il pescivendolo ha venduto tutto, anche la moglie! Alcune aragoste, sopravvissute per caso all’arrembaggio, erano sbiancate dalla paura, mai vista tanta gente saccheggiare una pescheria!

Quando entro in un centro commerciale ho l’impressione che qualcuno abbia messo in giro la voce che a breve ci sarà una catastrofe nucleare. Tutti a fare rifornimento, ad accaparrarsi fino l'ultimo panettone, all'ultimo prosciutto in offerta. Si compra di tutto. Di tutto di più. Da Euronics, pur di avere l'ultimo TV 3D ci si accapiglia. Ho visto gente prendersi a morsi per l'ultima console di "Wii Nintendo". I telefoni cellulari ormai sono da sfigati, adesso è l'ora dello smartphone, dell’i-phone. Se poi non sai nemmeno a cosa serva poco importa, l'importante e averlo e ostentarlo, più è costoso e più è buono. Ho visto bambini di tre anni con il cellulare in tasca. Qualcuno lo mordicchiava! Genitori rimbambiti dalla tecnologia si telefonano dalla camera da letto alla cucina e ragazzini ipertecnologici scrivono a Babbo Natale su Facebook! In questo caos pre-natalizio, uno solo ancora non si è visto, sembra si sia ritirato a Montecarlo, a casa di parenti, già da diversi giorni!

Un sereno Natale a tutti ed un felicissimo 2011.

domenica 19 dicembre 2010

Inferno sulla A1

Questa mi mancava! A 50 anni vivere l'esperienza, da incubo, di rimanere bloccato in autostrada per 20 ore, di notte, al gelo, sotto una nevicata da record non ha prezzo!. L'avventura è iniziata sulla A1 nel primo pomeriggio verso Arezzo (direzione Nord). Le informazioni della società Autostrade erano quelle di prestare attenzione perchè c'era pericolo di probabili nevicate, nient'altro. Nessun avviso di traffico bloccato. Nessuna uscita consigliata o obbligatoria.
E invece ...
Tra Arezzo e Valdarno il manto stradale inizia ad imbiancare, ma nessun problema. Con la Toyota RAV4 siamo a nostro agio e senza preoccupazioni. I problemi, invece, si presentano verso Valdarno quando troviamo tutto bloccato. Camion e automobili, senza gomme invernali, sono sparsi un pò dovunque. Interi articolati messi di traverso, auto appiccicate ai guard-rail, gente che cammina a piedi, bambini strepitanti e persone anziane in difficoltà. Un quadro già da subito, drammatico. Perfino Isoradio ha avuto un black-out, per cui niente notizie ufficiali. Per fortuna RTL 102.5 trasmette senza problemi ed ogni mezz'ora ci tiene informati sulla situazione. Intanto le ore passano e non succede nulla. La radio dice che si sono formati 38 km di coda e che la protezione civile si è messa in moto.
Sarà, ma da noi ancora non si vede un lampeggiante. Solo il buio della sera, i pianti di qualche bambino e le urla di genitori esasperati. Altra cosa che ci preoccupa è che la corsia d'emergenza è ormai impercorribile visto che è occupata dai mezzi che sono scivolati contro il guard-rail. Siamo fermi a poco più di un chilometro da una piccola area di sosta con annesso bar. Alcuni giovani camionisti riescono a spostare, a mano, qualche auto messa di traverso. Riesco ad infilarmi e a percorrere non più di 800 metri. Poi di nuovo ostacoli. Auto e camion di ogni tipo, perlopiù chiuse e abbandonate. Una scena surrale. La notte è scesa. Continua a nevicare. Nonostante la nevicata c'è gente che esce dall'auto e si mette a chiacchierare.
Intanto ora mi trovo a circa 200 metri dalla piccola area di sosta che, però, si trova sull'altra corsia, per cui bisogna saltare il muretto che divide le due carreggiate, così fanno tutti e il piccolo bar viene letteralmente preso d'assalto e svuotato di tutto. Almeno si è potuto andare in bagno (non tanto per noi maschietti quanto per le femminucce!). C'è un viavai di gente ora nel buio della notte. Si cerca di aiutarsi a vicenda. C'è chi ha bisogno di latte, chi di medicine, chi di altro. Tutti provano a dare una mano, ma non è possibile fare molto. A mezzanotte siamo ancora tutti lì, senza informazioni, senza assistenza e, qualcuno, quasi senza carburante. Un disastro. Le auto abbandonate aumentano, così come i grandi autoarticolati. Mi sembra di essere sul set di un film di fantascienza, una situazione allucinante.
Provo ad infilarmi tra un camion di traverso e una cunetta. Ci riesco. A passo d'uomo riesco ad arrivare quasi al casello di Incisa dove c'è un finimondo. I soliti camionisti ammucchiano letteralmente da un lato una serie di auto per creare un varco che possa far defluire le auto verso l'uscita del casello di Incisa. In questo modo si libera, in parte, anche l'autostrada. Bisogna iniziare a pensare ad un varco per i mezzi di soccorso. Stranamente, davanti a me, una BMW X3 non riesce a tenersi dritta e va a sbattere contro il guard-rail.. Sono costretti a spostarla a spinta. Ora tocca me fare la stessa manovra, fortunatamente la mia Toyoya si comporta diversamente e tutto fila liscio. Sono sulla piazzola di Incisa dove si sono 35 cm di neve e dove finalmente si vedono i primi carabinieri. Ne sanno meno noi, sono solo un pò più spaventati. E' la prima volta che hanno a che fare con evento di questa portata. Provo subito a chiedere dove sia l'hotel più vicino. Mi rispondono di non pensarci proprio. E' tutto strapieno, naturalmente!
Non rimane che riposare in auto. Ogni tanto riaccendo il motore in modo da riscaldare l'abitacolo della macchina. Inizio a mettere mano ai viveri che stavamo, fortunatamente, portando a mia figlia a Pisa. La situazione surreale mi ha messo appetito. Abbiamo un pò di tutto, in fondo poteva andare peggio!.
Sdraio i sedili, proviamo a riposare. (L'ultima volta che ho sdraiato i sedili avevo 28 anni!)
Siamo attrezzati e rifocillati per cui la notte passa in fretta.
Alle sette di mattino, oltre a cercare un bar nelle vicinaze per qualcosa di caldo per mia moglie, cerco informazioni.Vedo un capitano dei vigili. Mi avvicino e cerco informazioni. Sembra che la situaziuone non sia migliorata di molto, ma ci sono i mezzi spartineve e spargisale che stanno lavorando. Speriamo bene!
Mi avvio alla ricerca di un bar. Il primo è quello dell'hotel dove avrei voluto pernottare, ma non aveva più nulla e la macchinetta del caffè era guasta. Il secondo non aveva latte per il cappuccino e poteva fare solo caffè, il terzo era lontanissimo. Decido per i caffè. Fortunatamente in quel momento entra il ragazzo della pasticceria a consegnare i cornetti. Ne agguanto un vassoio. Pago e, prima di ritornare alla macchina, dò un'occhiata in giro. C'è gente disperata ovunque. C'è anche traccia della Protezione Civile, perchè nel bar dell'hotel c'erano meterassi e coperte ammucchiati dovunque a testimonianza della nottataccia che hanno trascorso molti automobilisti (quelli che avevano abbandonato le auto in autostrada) che hanno dormito lì a terra. Fa un freddo cane. Un freddo che ti spacca la faccia. Torno velocemente (si fa per dire) alla macchina. Mia moglie si lamenta che il caffè non è bollente! ... mi sfogo mangiando due cornetti!
Sono ormai le nove di mattina. In quel posto insolito e surreale c'è un mondo intero. Toscani, siciliani, molisani, romani, napoletani e anche qualche straniero. Qualcuno di loro inizia a perdere le staffe e ad inveire contro il personale della società autostrade che ancora non era in grado nè di riaprire il casello nè di dare informazioni precise.
Ci rivolgiamo agli uomini della polizia stradale che si mettono a disposizione. Dopo nemmeno 10 minuti il casello (direzione nord) è aperto. Forse l'incubo è finito.
Percorro i primi cento metri tra cumuli di neve, ma una volta imboccata l'autostrada mi rendo conto che spartineve e spargisale hanno fatto il loro lavoro. Mi rincuoro.
Finalmente riesco a rimettere anche le altre marce oltre alla prima e alla seconda.
Arrivo all'uscita Firenze-Scandicci in un lampo per imboccare la famosa Fi-Pi-Li (Firenze-Pisa-Livorno). Purtoppo la sfiga del giorno prima (che, a proposito, era di venerdì 17) ancora continua. La strada è totalmete innevata e c'è ghiaccio dappertutto. Si vede che qui non sono abituati a situazioni metereologiche di questo tipo. Bisognerà fargli fare uno stage di aggiornamento nel Molise.
Arriviamo finalmente a Pisa. Sono le 13:30 del giorno dopo. Solo 26 ore di viaggio.
In un istante, l'abbraccio e il sorriso di una figlia, ti fanno passare tutto, stress, stanchezza e rabbia. 26 ore, comunque, indimenticabili!

mercoledì 1 dicembre 2010

TARTUFATA 2010

Siamo alla IV edizione dell'ormai famosa "Festa del Tartufo" a Frosolone. Il 7 e l'8 dicembre sarà possibile degustare prelibatezze a base di tartufo preparate dal noto Chef Gianni Colarusso. Farro al tartufo, polenta con fonduta di formaggio al tartufo, scamorze al tartufo, pere con cioccolato e tartufo. Tutto alla modica cifra di 10,00 euro.
La location di quest'anno è la villa comunale dove, nel campetto polivalente, è stato allestito un enorme tendone che consentirà, a tutti i partecipanti, di stare al caldo e di deliziarsi con le sopracitate specialità. Nella villa, inoltre, sono state allestite una serie di casette in legno che ospiteranno gli stands del mercatino di Natale e di Capodanno.

domenica 21 novembre 2010

Ancora TIC?

Progetti su progetti. Convegni su convegni. Corsi su corsi. Finanziamenti su finanziamenti e siamo sempre allo stesso punto, più o meno. Sto parlando dell’utilizzo delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) nelle scuole, nella didattica.

Partecipo da anni a convegni, incontri, riunioni ed è tutta un’ostentazione di progetti, progettini o progettoni, di tecnologia sofisticata e di utilizzo di strumenti avanzati. Una esaltazione generale. Solo chiacchiere! Sono anni che sento parlare di una scuola con “un computer su ogni banco”, ma qualcuno di voi è mai entrato in una scuola? Io ci entro spesso e vi assicuro che a stento ci sono i banchi, anche un pò malridotti, così come quei quattro scalcinati computer chiusi a chiave nel cosiddetto “laboratorio di informatica”. Un luogo misterioso, dove si aggirano personaggi di ogni tipo, tra tecnici, supplenti, assistenti, alunni a spasso per i corridoi e qualche professore che deve controllare la propria posta elettronica o controllare nuove amicizie su facebook. I computer sono così pieni di virus che hanno preso vita!. Quando entri nel laboratorio ti guardano, cercando di impietosirti, sembra vogliano dire “finiscimi, ti prego finiscimi, poniamo fine a questo strazio!”.

A parte gli scherzi, l’aula informatica (non laboratorio) ha un senso quando diviene il luogo del “piacere di apprendere” e non quando si trasforma in una sorta di locale di intrattenimento.

Per trasformare un “laboratorio di informatica” in “aula informatica”, c’è bisogno di una serie di cose indispensabili: computer decenti, rete locale, software adeguati, software antivirus aggiornati, linea ADSL, sistemi di controllo, videoproiettore, sedie adeguate e responsabile di laboratorio.

Solo così alunni e insegnanti potranno trarre profitto dalle nuove tecnologie.

Altro errore che, secondo me, si commette è quello di pretendere dagli insegnanti di trasformarsi, in poco tempo, in esperti informatici. Non si può guidare una Ferrari di Formula 1 se non si è mai guidato nemmeno una Fiat Panda!. Si rischia solo di fare danni, agli alunni e a se stessi.

La soluzione?

Procedere per gradi, con una formazione seria. Creare gruppi di lavoro affiancati da esperti informatici. Far capire prima di tutto cos’è un Sistema Operativo, poi passare ad applicazioni utili per la propria materia d’insegnamento ed infine passare all’utilizzo serio ed efficace della rete Internet con i suoi mille servizi. Solo alla fine di questo indispensabile processo formativo si potrà pensare alla creazione di un Portale Web della propria scuola che tutti potranno utilizzare, alunni, insegnanti ed anche genitori.

Basta poco, non c’è bisogno di grandi progetti. Basta organizzarsi e, soprattutto, avere voglia di farlo!

venerdì 29 ottobre 2010

Campus Online del Liceo Classico di Frosolone

Grazie alla sensibilità di alcuni amministratori comunali sembra che qualcosa si stia muovendo sul versante "adeguamento delle attrezzature informatiche del liceo di Frosolone" e sul versante "qualità".
In arrivo, nuovi PC, Internet wifi per tutto l'edificio, portale web della scuola da far utilizzare a studenti, insegnanti e genitori e attivazione delle LIM (Lavagne interattive multimediali).
Quest'anno sembra proprio che si sia imbroccata la strada giusta.
Grazie anche alla collaborazione dei nuovi, giovani e motivati, docenti che quest'anno prestano servizio presso il nostro Liceo, si potrà, finalmente, dare una scossa ad una situazione che negli ultimi anni aveva raggiunto il livello più basso degli ultimi 200 anni. (vedi la fuga di molti giovani in altre scuole della regione).
A breve si organizzeranno una serie di incontri "Amministratori/docenti/genitori" per relazionare sulla questione "qualità", "adeguamento delle attrezzature informatiche" e "fruibilità delle risorse" da parte dei docenti, degli allievi e dei genitori.

lunedì 25 ottobre 2010

Sogno e realtà!

Non so se devo preoccuparmi. Forse sì, comunque stanotte ho fatto un sogno. Ho sognato di fare lezione in un nuovissimo laboratorio di informatica. Venti postazioni multimediali di ultima generazione. Lavagna multimediale. Poltroncine ergonomiche in alcantara. Rete Internet velocissima. Stampanti laser multifunzione. I ragazzi del liceo/ginnasio di Frosolone al settimo cielo, finalmente sorridenti e felici di poter utilizzare tanto ben di Dio come fanno altre migliaia di ragazzi della loro età in tutto il mondo. L’armistizio, dopo una lunga ed estenuante battaglia, metteva fine al periodo dell’arte di arrangiarsi. Una goduria fare lezione! C’era perfino una mega-fotocopiatrice a disposizione di professori e studenti e, incredibile, anche una montagna di risme di carta, cose mai viste! Poi, stamattina, il triste risveglio.

Nel giro di un’ora ero in III liceo. Mestamente ho portato i ragazzi in laboratorio. Lezione su Frontpage e linguaggio HTML. Peccato che altri due, dei nostri vecchi e valorosi PC, abbiano deciso, proprio questa mattina, di esalare l’ultimo respiro …. che tristezza!!!

sabato 9 ottobre 2010

ADSL!!!

Dopo che, per anni, è stato tentato di tutto, chiedendo la collaborazione di chiunque, per avere la linea ADSL di Telecom a Frosolone, senza riuscirci, l'anno prossimo, molto probabilmente, stando alle ultime indiscrezioni, Frosolone avrà, finalmente, l'agognata linea ADSL. Sembra, anzi ne sono certo, che si sia interessato della faccenda il noto manager di origini frosolonesi Emilio Petrone, già A.D. Sisal, contattato dall'ammnistrazione comunale che, bene ha fatto, a giocarsi un pezzo da novanta per smuovere i vertici Telecom. La promessa è che entro il 2011 Frosolone avrà una nuova centralina che permetterà a tutti di poter usufruire dell'ormai indispensabile servizio mettendo la parola fine ad una questione che, da troppo tempo, sta logorando il sistema nervoso di molti operatori economici locali.

mercoledì 22 settembre 2010

Pesci, pesciolini e pescioloni!

Continuo a ricevere, da mesi ormai, richieste di informazioni riguardo le iscrizioni ai corsi per "Operatore informatico" e/o "ECDL" che la Regione Molise finanzia agli Enti di formazione ed è da mesi che sono costretto a ripondere allo stesso modo, ossia "stanno per partire!". La stessa risposta che danno a me quando vado a Campobasso a chiedere informazioni.
Probabilmente per rimettere in funzione il "sistema" bisognerà aspettare la prossima campagna elettorale, solo così gli ostacoli svaniranno, tutto ricomincerà a funzionare e i corsi partiranno velocemente uno dietro l'altro.
All'improvviso tutti i pesciolini torneranno ad essere dolci, gentili, efficienti e disponibili. Di nuovo tutti pronti ad offrirti il caffè! ... peccato che dopo un pò torneranno ad essere squali!

sabato 18 settembre 2010

Superenalotto

"La forza del Superenalotto risiede nella capacità di far sognare tutti". Un commento breve ma incisivo quello di Emilio Petrone, nato a Salerno ma originario di Frosolone, che da maggio 2008 è il nuovo amministratore delegato della SISAL. Insomma il papà del Superenalotto e del Win for Life è frosolonese! Ora sappiamo quale santo pregare!
A parte gli scherzi, tutti gli italiani, da un po’ di tempo, si chiedono come mai, con tutti i soldi che girano in questo gioco, non si mostrino in diretta tv i numeri estratti. Tutti ci chiediamo perché siano sparite le famose “lavatrici” che estraevano i numeri in diretta televisiva e perché sia cambiato il metodo di estrazione dei numeri. Con questi cambiamenti "strategici" e facile gridare alla truffa.
Nonostante questo però il monte premi continua a salire, oggi siamo a 140 milioni di euro, e lo Stato ringrazia, visto che il 53,6% degli incassi va dritto nelle casse statali. Il superenalotto (ma non è il solo) e un modo “simpatico” per far pagare delle tasse aggiuntive al cittadino. In pratica, quando si gioca, ci si autotassa. Ecco perché si parla di truffa legalizzata!
E ora tutti a comprare un gratta&vinci e a giocare una bella schedina al superenalotto!

lunedì 13 settembre 2010

Pisa mon amour

Di nuovo a Pisa. Continuo, con piacere, ad accompagnare mia figlia. Il primo anno è volato. Molto cose sono cambiate. Fortunatamente la tecnologia ci viene incontro e riesce a rendere tutto più semplice.

Anche le mie frequenti "partenze" vengono vissute in maniera diversa. Non più con la sensazione di lasciarsi dietro il proprio mondo, il proprio paese, i propri amici, ma con la percezione del "rientro a casa".
La consapevolezza di ritrovare un'altra casa, altrettanto confortevole ed accogliente, altri amici e ambienti, ormai familiari, in una cornice fatta di gente genuina, cordiale e ospitale rende tutto più gradevole.

Ritrovare la gente e i profumi del borgo è un appuntamento irrinunciabile. Adoro passeggiare, specialmente la mattina, tra Borgo largo e Borgo stretto, sostare in piazza delle Vettovaglie, osservare il via vai di gente intenta ad acquistare le squisitezze gastronomiche che offrono le tante pizzicherie del borgo che caratterizzano la nota piazzetta. Un posto ideale per i buongustai. Una tappa irrinunciabile per le migliaia di studenti che affollano la città. Una città a misura d’uomo, anzi a misura di studente. Lo stress non è contemplato nel vocabolario pisano. I giovani si spostano a piedi o in bicicletta. Il peggio che possa capitarti e che ti freghino la bicicletta, per il resto tutto scorre senza problemi, senza lo stress dei grandi centri, tutto è calmo, come l’Arno.
Ponte di Mezzo è un altro punto di sosta che amo moltissimo. Un posto caro anche all’esimio poeta Giacomo Leopardi che il 12 novembre 1827 scriveva “L’aspetto di Pisa mi piace assai più di quel di Firenze. Questo Lung’arno è uno spettacolo così ampio, così magnifico, così gaio, così ridente, che innamora. Non ho veduto niente di simile né a Firenze né a Milano né a Roma. E veramente non so se in tutta l’Europa si trovino molte vedute di questa sorta.”

sabato 4 settembre 2010

Altri ricordi di gioventù: la casa di Gigetto

Visto il successo dei post precedenti riguardanti gli anni ’80 (quando quelli della mia generazione avevano vent’anni) ecco qualche altro ricordo.
Il luogo d’incontro della nostra comitiva di quel periodo era la casa di “Gigetto”. Il pian terreno della casa (una villetta a due piani) era a nostra disposizione. Ricordo, in particolare, il periodo delle feste natalizie. Alfredo (gigetto) da ottimo padrone di casa, ci ospitava di buon grado. Il nome Gigetto era un’eredità paterna, visto che il papà di Alfredo era il mitico Luigi Fiorini (detto appunto Gigetto). Molti isernini lo ricorderanno in quanto proprietario dell’altrettanto notissimo bar della stazione.
Durante le fredde serate di fine anno ci riunivamo, quindi, in questa casa. Era il periodo del “risiko” rinomato gioco di società. Trascorrevamo molte ore intorno ad un tavolo tra carri armati, carte, dadi e territori da conquistare. Ricordo nomi e anche qualche soprannome. Oltre al sottoscritto (lo sbirro) ed il padrone di casa, Alfredo (detto Gigetto), c’erano: Walter (detto Cinzia), Marino (detto Jody), Enrico (detto Mazzariell), Gianni (detto Passero) e molti altri. Altro pezzo forte era l’impianto stereo di Alfredo. La musica di sottofondo era un elemento irrinunciabile. No so come facesse Alfredo, ma aveva sempre le novità, a volte ancor prima delle radio. Sicuramente c’era lo zampino di Gigetto senior che coccolava il figlio in modo esagerato. Era lui ad occuparsi del suo abbigliamento, dei profumi, degli accessori e probabilmente anche della musica. Appena usciva qualcosa di nuovo il primo ad acquistarlo, per il figlio, era Gigetto. Insomma un padre invidiabile.
Anche con noi era gentilissimo e, molto spesso, ci invitava a cena. Gli piaceva ascoltare le nostre chiacchiere, i nostri racconti e non smetteva mai di fare domande, voleva essere aggiornato su tutto, senza però, essere invadente. Ci salutava sempre con un discreto “Stetv attient”.
La mia mitica 125 special era parcheggiata davanti casa. Era lì che la musica continuava a riempirci la vita. L’impianto stereo della FIAT 125 era il prolungamento dell’impianto stereo della casa di Alfredo. Buone parte delle musicassette ascoltate in macchina erano opera sua.
Quando entrava in macchina, la prima cosa che faceva era quella di alzare il volume e, appena dopo, seguiva, con tutto il corpo, il ritmo della musica. Praticamente ballava da seduto. Ricordo un giorno, per la strada di Longano (vicino Isernia), in una curva, sfiorammo l’erba bagnata e la mitica 125 ci fece finire, in un lampo, in una cunetta molto ampia e fortunatamente ricoperta d’erba. Infatti come entrammo così uscimmo, tipo montagne russe. Ripensando all’espressione di Alfredo in quel frangente ancora rido da solo. In pratica, per lo spavento, era sparito da sopra il sedile. Aveva gli occhi spalancati, le braccia puntellate tra lo sportello ed il cambio e se ne stava raggomitolato a terra quasi sotto il sedile. Io, che ridevo a crepapelle, volevo chiedergli se si fosse spaventato ma non ce ne fu bisogno perché in attimo si tirò su e disse “affanculo sbirro!”.

venerdì 3 settembre 2010

Voglia di poltrona!

Ritorno alla normalità. Turisti rientrati, temperature quasi autunnali, parcheggi liberi, piazze libere, bar semideserti, in giro solite facce … tristi.

E’ sempre così, la fine dell’estate, inevitabilmente, ci mette addosso un senso di malinconia, di tristezza. Il ritorno al lavoro ed alla vita di tutti i giorni, non è così facile da digerire.

Sarebbe il caso di inventarsi qualcosa, così, tanto per distrarsi dalla mesta fase di rientro dalle vacanze. Si potrebbe tentare la fortuna al superenalotto ma la probabilità di uscita di una combinazione è di 1 contro 622 milioni circa, senza contare le chiacchiere degli ultimi giorni riguardo il fatto che sia tutto pilotato e, quindi, una truffa. Un vecchio Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, diceva che il Lotto è la tassa sugli stolti, mentre il grande Totò diceva che è “la tassa da pagare per poter sognare”. Oppure si potrebbe pensare alla politica. Nel senso di “darsi” alla politica. Si, la vecchia cara “occupazione” tanto agognata (da qualcuno) anche nel nostro paesello. Ogni anno, ormai, si respira aria di elezioni politiche e, nel mondo di “tutti possono fare tutto”, è normale pensare a “sistemarsi”.

In fondo con un po’ di organizzazione, quattro galoppini, un po’ di favella, anche sgrammaticata, e le amicizie giuste, si potrebbe anche tentare la strada alternativa al superenalotto. Bisogna essere scaltri però, saper aspettare, puntare sul cavallo vincente, il colore è relativo, mettere la cravatta giusta e si potrà anche vincere la poltrona. Fantasie? … purtroppo no!

lunedì 16 agosto 2010

Ciao Lelio!

In questi giorni a Frosolone c’è tanta gente in giro. Più del solito. Sono giorni in cui è impossibile starsene rinchiusi in casa. Il paese è vivo come fosse una grande città. Grande movimento, grande fermento, quasi caos. Bar, alberghi, ristoranti, pub, pizzerie, negozi e quant’altro fanno il pienone.

La macchina Amministrativa sembra reggere bene, altrettanto la nuova gestione Pro-loco.

Insomma tutto va bene. Certo si può sempre far meglio ma questo vale per chiunque. Lo dico in particolare per me stesso. Perché quando vado in giro per il paese, ogni tanto, avverto la stessa sensazione che mi assale quando devo partire per un lungo viaggio, quando vengo preso dall’ansia di dimenticare qualcosa di importante. Una sensazione di inquietudine, come se mi mancasse qualcosa. Sono due anni che va avanti questa storia.

Da quando una persona cara ci ha lasciato.

Una persona che, nel mese di agosto, vedevo tutti i giorni, a tutte le ore fino a notte fonda. Una persona che mi manca da morire. Uno dei pochi motivi per uscire di casa con la certezza di incontrarlo e farsi massacrare le orecchie.

Un ineguagliabile logorroico di cui non si poteva fare a meno.

Dopo un’ora con Lelio avevo bisogno di due giorni per assimilare e digerire tutto quello che mi raccontava. Nessun altro chiacchierone al mondo potrei sopportare a parte Lelio.

I suoi modi, la sua calma, ed il suo innato carisma erano ineguagliabili. A lui si poteva perdonare di tutto. Mi commuovo spesso, sarà l’età. Ma non c’è angolo di questo paese che non mi ricordi la camminata e il portamento di Lelio. Non c’è angolo dove non mi abbia dato la solita pacca sulla spalla. Mi mancano le sue occhiate, da lontano, dopo un comizio, un incontro importante, un’intervista. Una cosa tra me e lui. Uno sguardo di conferma, fatto di stima e di affetto reciproco.

Ricordo una cena a casa mia, arrivò in ritardo, come al solito. Si sedette. Davanti a lui una tavolata esagerata di prelibatezze. Con la solita calma mi fece un segno. Mi avvicinai. “Che c’è Lelio?” .. “per me due verdurine, grazie!” mi disse.

Mi mancano tante altre cose di Lelio … da quell’11 gennaio 2008.

Dopo un anno preciso, lo stesso giorno, morì mio padre.

Stranezze della vita!

venerdì 13 agosto 2010

Atmosfere estive ... a Frosolone!

La XV edizione della Mostra Mercato Nazionale di Forbici Coltelli è, ormai, uno degli appuntamenti imperdibili dell’agosto frosolonese. Dal 12 al 16 agosto, il centro storico, si rianima.

In ogni angolo di Via Garibaldi si respira un’aria diversa, fatta di luci soffuse, di profumi diversi, di un vociare discreto. Ogni vicoletto ha il proprio odore, i propri colori, la propria atmosfera. Un frosolonese lo riconoscerebbe anche ad occhi chiusi. Sfumature che bisogna saper cogliere.

E’ un piacere, le sere d’agosto, passeggiare per il centro storico. Per la verità io lo faccio anche d’inverno, da solo, nel silenzio più assoluto. Lo preferisco al passeggio verso la “strada di sopra” quella che porta verso Isernia. Anche se ora è in po’ più illuminata, continua a non piacermi. Non c’è niente da osservare, da guardare, niente su cui potersi soffermare. Solo l’asfalto, le cunette, le auto che passano veloci e qualche nuova costruzione che non mi dice nulla. Preferisco i vicoletti, le case e le mura antiche, il selciato, i sampietrini. Pezzi di storia.

Ho un desiderio. Forte. Quello di vedere realizzato tutto quello che abbiamo sognato insieme a Lelio. Per Frosolone, per i frosolonesi, per i nostri figli.

sabato 7 agosto 2010

Figli delle stelle

Chiuhuahua non è solo il nome di un cane di piccola taglia, è anche il nome di uno dei primi locali isernini di metà anni ’70, un incrocio tra discoteca e dark-room. Un locale buio e umido dove quelli della mia generazione hanno iniziato a muovere i primi passi, è il caso di dire!

Le serate iniziavano sempre con un pezzo lunghissimo e bellissimo dei Pink Floyd “Shine On You Crazy Diamond” tanto per creare l’atmosfera. Era una specie di sigla, un rituale che si ripeteva puntualmente tutti i sabato sera, una sorta di aperitivo musicale di preparazione alla grande abbuffata di disco-music che seguiva. Un brano su tutti, tra i più ballati, “Gimme some” di Jimmy Bo Horne che si ballava anche in coppia, come degli indemoniati, dandosi dei colpetti col bacino.

Il locale si trovava nei pressi dell’ospedale, in Via S. Ippollito. Dopo un po’ di anni cambiò gestione e divenne “La porta rossa”, un mix tra discoteca, pub e pizzeria.

Il Chiuhuahua è stato la nostra palestra, il Kristal il campo da gioco.

Noi del ’60 abbiamo festeggiato il 18° anno di età nell’anno in cui veniva rapito e poi ucciso Aldo Moro insieme agli uomini della sua scorta. L’anno in cui il Presidente della Repubblica, Giovanni Leone, fu costretto a dimettersi per uno scandalo di palazzo. L’anno in cui l’economia italiana non stava vivendo il periodo migliore. L’anno in cui morì Paolo VI. Insomma non c’era molto da festeggiare, infatti, qualcuno di noi ancora non si è ripreso del tutto. Fortunatamente però fu anche l’anno in cui venne eletto papa il grande Karol Woytila e Presidente della Repubblica l’indimenticabile Sandro Pertini, il Presidente partigiano!

Ma molti lo ricorderanno come l’anno della “febbre del sabato sera” o l’anno del “Travoltismo”. C’era voglia di dimenticare, voglia di divertirsi, voglia di ballare fino allo sfinimento … voglia di libertà!.

Quello fu anche l’anno in cui cominciammo a sentir parlare di marijuana, simbolo dello sballo. Se non provavi eri uno sfigato. Fortunatamente la maggior parte di noi diciottenni capì subito che quella strada non portava da nessuna da parte. Capimmo che nella vita era meglio avere altri interessi. Come quello per la musica e per lo sport. Passioni da coltivare e da condividere con altri “figli delle stelle” come noi.

venerdì 6 agosto 2010

Kristal club

Il Kristal era una discoteca isernina di fine anni ’70, inizio anni ’80. La particolarità di questo locale era che, oltre al sabato sera, apriva quando a scuola si scioperava oppure quando c’era qualche manifestazione studentesca. Apriva apposta per noi studenti. Per cui, verso le dieci di mattina, ci si ritrovava tutti a ballare almeno fino a ora di pranzo, 50% lenti e 50% disco-music. Se avevi intenzione di provarci con qualche ragazza quella era l’occasione d’oro. Momenti indimenticabili. I brani più gettonati: Bee Gees (How deep is your love) e Chicago (Hard to say I’m sorry). Il momento dei “lenti” era atteso con ansia. Si puntava la “preda” e in modo fulmineo, per non farsi anticipare da qualcun altro, si poneva la fatidica domanda “ti va di ballare?”

I rifiuti, per la verità, erano rari. Siamo cresciuti così, tra discoteca, radio, musicassette, cinema e poca TV.

Solo agli inizi degli anni ’80 con la nascita di Canale 5 e, successivamente, Italia,1 iniziammo a seguire la musica anche in TV perché proprio in quegli anni nascevano le prime trasmissioni musicali, i primi videoclip, l’epoca dei Duran Duran e degli Spandau Ballet!.

Oggi ci si scambia musica in formato MP3 attraverso la posta elettronica e si comunica 24 ore su 24 attraverso Facebook, Messenger e cellulari. Negli anni ’80 ci scambiavamo musicassette con tanto di dedica sull’etichetta … guardandoci negli occhi. Per comunicare bisognava trovare un gettone telefonico ed una cabina libera … e funzionante! Tutto più complicato ma così maledettamente poetico.

giovedì 5 agosto 2010

LA NOIA, QUESTA SCONOSCIUTA!

Cari ragazzi,
(del muretto, del bar Moonlight e del Centro scommesse Las Vegas) che bivaccate quotidianamente in questi posti tra fumo, birra e partitelle a biliardino, a Voi che mi fate tanta tristezza, voglio raccontare qualche cosa dei vent’anni di quelli della mia generazione riferendomi, in particolare, al periodo estivo, il periodo delle vacanze, in modo che possiate farvi venire qualche idea al posto di bighellonare nei bar e cercare di essere meno depressi.

Potrei intitolare questo articolo “La noia, questa sconosciuta!”

A 18 anni, oggi come allora, sai benissimo che senza macchina non puoi sopravvivere. Non pensi ad altro. La patente di guida è il primo pensiero per un diciottenne. Sai che d'ora in poi, almeno per una decina d'anni, quella sarà la tua "casa" in tutto e per tutto. Nel 1978 però non era proprio così facile come lo è, fortunatamente, oggi possedere un’automobile, anche di "terza mano". Comunque, bene o male, quasi tutti, siamo riusciti ad averne una. Nella foto la mia mitica FIAT 125 Special, il massimo per l'epoca! La portavo al lavaggio ogni sabato pomeriggio! Ricordo che montai uno stereo che valeva più dell'automobile. Indispensabile! Senza musica non si camminava.

Le sere d'estate si compravano le angurie e via per prati e campagne, oppure all’acqua sulfurea (zona di Isernia) parcheggiati sul piazzale con lo stereo dell’auto a tutto volume. Altro che discoteca all'aperto! Questo accadeva dal tardo pomeriggio fino a verso mezzanotte. Non c’era bisogno, come si fa adesso, di uscire all’una di notte. Per quell’ora eravamo quasi tutti a casa, soddisfatti e felici.

Il giorno successivo ci si organizzava o per il mare (solitamente Gaeta - Formia - Sperlonga) o per la piscina (solitamente Venafro, hotel Vittoria). Creme solari non ne abbiamo mai viste. Se dopo un paio di giorni non ti spellavi come un serpente non eri normale!

Avevano diversi punti di ritrovo. Uno di questi, ancora in esercizio, è il noto Pub isernino "Franz’s Pub", il primo, inaugurato da quelli della nostra generazione. Lì sono nate tante storie, tanti amori, tanti casini. Per chi l'ha vissuto negli anni '80, l'atmosfera, la musica, i profumi di quel posto, rimangono ricordi indelebili.

Molti pomeriggi si trascorrevano a registrare le audiocassette, in particolare per lo stereo dell’automobile. C’era la casseta “soft” per l’acchiappaggio (quando si usciva con le ragazze)
e la cassetta “disco” da ascoltare a tutto volume con gli amici. C’era anche la cassetta di nicchia, quella da ascoltare con pochi selezionatissimi amici, cultori della materia (si ascoltava Joe Jackson, Prefab Sprout, Style Council , tanto per citarne alcuni). E poi c’era la radio. La radio privata o “radio libera”, come si chiamava allora.

L’esperienza di fare radio è impareggiabile sotto diversi profili. Un vero centro culturale di aggregazione sociale. Un punto di riferimento, dove incontrarsi, programmare, discutere, costruire palinsesti, inventarsi programmi, dirette, feste, veglioni e quant’altro. La radio, inoltre, attirava le ragazze come il miele attira le mosche. Un vero paradiso. Certo non c’era tempo per annoiarsi o per stare seduti davanti ad un bar.

Siamo la generazione della disco-music, della febbre del sabato sera! Il fine settimana si andava in discoteca a Vasto marina (dopo aver fatto la colletta per la "benza"). Chi guidava sapeva benissimo che la bottiglia di birra non poteva guardarla nemmeno da lontano. Aveva la responsabilità di riaccompagnare tutti gli altri a casa. Non avevamo bisogno di spot televisivi per capire questo. Mai avuto incidenti.

La pallacanestro è stato il nostro sport preferito, seguito subito dopo dal body-building. In palestra ci massacravamo. Come terzo sport, alcuni di noi, si diedero all’aerobica, tipico sport femminile, ed il motivo era proprio questo. Agli allenamenti, gli ultimi in fondo eravamo noi, capito perché?

La nostra droga, quindi, è stata la musica e lo sport (ovviamente dopo l'interesse per il gentil sesso!) La musica, lo sport e le belle ragazze ci riempivano la vita. Non avevamo bisogno di nient’altro per essere felici. Problemi ne avevamo, è chiaro, di tutti i tipi, così come ne hanno i giovani d’oggi (magari un tantino diversi), ma a nessuno mai è venuto in mente di rifugiarsi oziosamente nelle droghe o nell’alcool. Troppo da vigliacchi.

Non so dire se essere della nostra generazione è meglio o peggio rispetto alle nuove generazioni, può anche darsi che i ragazzi di oggi siano più intelligenti e più scaltri rispetto a noi, anzi lo sono sicuramente, e magari leggendo queste righe si faranno anche qualche compassionevole risatina, ma una cosa è certa, noi siamo stati felici e questo basta.

lunedì 2 agosto 2010

Invasione di turisti per il 1° agosto frosolonese.

Feliciano Piscitelli, uno che, più di tutti, rappresenta il vero “spirito carrista” del 1° agosto frosolonese, quest’anno ce l’ha fatta! L’eterno secondo (così era ormai soprannominato dagli “amici”) ieri, finalmente, si è preso la soddisfazione di alzare il trofeo più prestigioso. Un primo posto meritatissimo con il carro “N’copp alla loggia d l p’zzient aspttann l curtlliar” (sulla loggia dei pezzenti aspettando i coltellinai) – ovvero l’attesa delle donne frosolonesi di un tempo quando, da questo punto alto del paese (la loggia dei pezzenti) aspettavano, con ansia, il ritorno, dai vari paesi vicini, dei mariti coltellinai, dove si erano recati per vendere il frutto del loro lavoro, con la speranza di ricevere qualche soldo per sfamare la famiglia.

Quest’anno, l’affluenza di turisti a Frosolone per questo evento, è stata da record. Dopo la sfilata, immancabili, baccalà e peperoni fritti. Bravi tutti, ma, un particolare plauso, va al nuovo presidente della Pro-loco, Michele Colavecchio che ha saputo gestire una macchina complessa come quella della sfilata dei carri del 1° agosto in modo esemplare.

Bravissimi tutti i ragazzi che hanno costruito i carri, ormai delle vere e proprie opere d’arte. Senza di loro, senza il loro impegno ed i loro sacrifici tutto questo non sarebbe possibile.

Complimenti a tutti quelli che hanno trascorso la notte in bianco per poter terminare il proprio carro. Complimenti a tutti quelli che, nonostante vivano prevalentemente fuori sede per motivi di studio, continuano a tornare a Frosolone con lo stesso “spirito carrista” e con la stessa passione legata alle proprie origini, un senso di appartenenza che nessuno mai potrà cancellare dal loro DNA.

mercoledì 28 luglio 2010

Viva i carri di Frosolone!

Fervono i preparativi dei carri del 1° agosto. E’ tutto un via vai di giovani frosolonesi alla ricerca di attrezzi, mezzi, materiali e costumi, indispensabili per la preparazione del carro.

Il tema di ogni carro rimane rigorosamente segreto fino al 31 luglio per non farsi “copiare l’idea”. I vari gruppi di giovani si incontrano al mattino nella location predefinita (un capannone, un garage, un posto al riparo in campagna ecc..) e al pomeriggio, subito dopo pranzo, fino a sera tardi. Come al solito c’è chi lavora di più e chi sta, invece, solo a guardare e magari è pure di impiccio. Ma poco importa, l’importante è esserci e godersi questi momenti felici legati alle proprie origini, alle tradizioni locali e, soprattutto, alla beata gioventù! Momenti importanti da raccontare e tramandare ai propri figli e nipoti. Buon lavoro a tutti e buon 1° Agosto a Frosolone!

mercoledì 14 luglio 2010

Fresco gratis!

Caldo? Venite a Frosolone! Frescura gratuita per tutti. Di sera anche maglioncino!.

Potrebbe essere un ottimo slogan per incrementare l’afflusso turistico nel nostro ridente paesello.

Un bel gelato artigianale al rinnovato bar Diaz e passeggiata in montagna, a Colle dell’Orso, a 1300 metri. La sera, bisteccona alla griglia, al ristorante “La Tana dell’Orso”.

Se, poi,arrivate a Frosolone il 1° agosto, avrete modo di assistere alla famosa sfilata dei carri allegorici che avrà inizio intorno alle ore 18:30. Salirà lungo Corso Vittorio Emanuele fino ad arrivare in piazza Alessandro Volta. Imperdibile! La tradizionale sagra di “baccalà e peperoni”, infine, vi rimetterà in sesto per poter affrontare nel migliore dei modi il resto della serata.

Buona frescura a tutti … a Frosolone!

domenica 27 giugno 2010

Riapre il BAR DIAZ!

Sono andato, incuriosito dall’evento, a dare un’occhiata all’inaugurazione del rinnovato BAR DIAZ, uno storico locale frosolonese. Un locale che, negli ultimi anni, dopo una eccellente ristrutturazione, era stato riaperto senza avere però una gestione fortunata.

Mi raccontano (visto che sono isernino, adottivo frosolonese) che il BAR DIAZ, nella storia frosolonese, ha rappresentato un punto di riferimento importantissimo per la vita sociale del paese.

Il nome deriva del celebre generale italiano “Armando Diaz” che, per spirito patriottistico, Francesco Di Iorio (“ciccill ru bulugnes”) volle dare al proprio locale.

Professionisti e notabili dell’epoca erano soliti prendere il caffè e ritrovarsi al Bar Diaz dove si decidevano anche le sorti politiche del paese.

Alla famiglia Venditti che, da oggi, gestisce il Bar-pasticceria-gelateria, l’augurio di poter regalare ai frosolonesi sapori e atmosfere di un tempo ormai lontano.

giovedì 24 giugno 2010

ANSIA DA MONDIALE!

Che ansia! Dalle stelle alle stalle!
Anche nel gioco del calcio vale il vecchio adagio “Ciucc annanz e cavall arret”.
Basta guardarsi intorno, nella quotidianità, per constatare, con tristezza, quanto questo antico detto sia attuale. La “meritocrazia” è, ormai, una chimera. Continuiamo ad assistere, impotenti, al trionfo delle mediocrità.
Persone sbagliate al posto sbagliato, che attuano scelte sbagliate, determinano situazioni imbarazzanti che inceppano i meccanismi della democrazia e fanno rimpiangere tempi passati!
Se tutti facessero bene il proprio lavoro vivremmo in un mondo felice!
Soluzioni? … non ne conosco. Forse una rivoluzione!!!
Che ansia!!!
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Foto da www.ansa.it

giovedì 17 giugno 2010

Magica Luminara, magica Pisa!


Un'esperienza "magica" quella vissuta questa notte a Pisa in occasione della festa patronale in onore di San Ranieri. Milioni di fiammelle accendono il Lungarno. La "Luminara" è davvero uno spettacolo indimenticabile.
Arrivo a Pisa il 16 giugno verso ora di pranzo, giusto in tempo per transitare su Lungarno e scaricare le "solite cose" a casa di mia figlia, valigie, generi di conforto e quant'altro. Poi, tutto chiuso. Transitano solo gli addetti ai lavori con una serie infinita di piattaforme areree, indispensabili per addobbare con cornici di legno, di colore bianco (dette appunto "biancherie"), palazzi, chiese, torri, e colonnati su cui vengono meticolosamente depositati migliaia di lumini che vengono accesi al tramonto.
Dopo l'imbrunire le tremule luci si rispecchiano nelle acque del fiume e la Luminara offre allo spettatore un effetto quasi magico. Un tocco di suggestione è aggiunto dalle migliaia di lumicini che vengono collocati sulle rive del fiume Arno.
Eravamo in centomila stanotte a goderci, estasiati, lo spettacolo.
Verso mezzanotte tutti gli sguardi erano puntati verso il Ponte della Fortezza, in attesa di vedere lo spettacolo pirotecnico che ha completato l'opera nel migliore dei modi proiettandoci in un mondo di luci, colori, botti e ... applausi della gente rapita dalla bellezza dell'evento.
La Luminara è importante per i pisani perchè rappresenta l'inizio dell'estate.
Da oggi, ne sono certo, lo sarà anche per tutti i "non pisani" presenti all'evento che sicuramente saranno di nuovo qui il 16 giugno 2011 per rivivere la magia della Luminara. Se Dio vuole!

venerdì 11 giugno 2010

Tutti al mare ... senza superpoteri!


Finalmente il caldo è arrivato e con esso la fine delle lezioni, dei corsi e del “malumore meteoropatico” che ci stava accompagnando da troppo tempo ormai.
Ora c’è solo voglia di vacanze, mare, musica , divertimento e relax.
Chi, invece, non può rilassarsi, sono i ragazzi dell’ultimo anno di liceo che, come è noto, sono impegnati con gli “esami di maturità”. La spiaggia la vedranno, se tutto va bene, fra un mese. Per ora solo libri, appunti, ricerche, relazioni, tesine e quant’altro.
Oggi, pranzo con i professori.
Ci troviamo tutti (o quasi), a ora di pranzo, in un noto agriturismo della zona.
Conosco troppo bene quelle facce. Sono per me dei libri aperti.
Conosco il loro stato d’animo in questo delicato momento in cui si accingono ad affrontare una importante prova. La prima della loro vita.
Come tutti gli anni, anche in questo, si è rinnovata la “magia del cambiamento”.
Per quattro anni e mezzo fanno il “diavolo a quattro”, poi, negli ultimi mesi che precedono l’esame, come per incanto, si trasformano! Si calmano. Come il mare dopo una tempesta.
Nei loro volti rimane solo un impercettibile segnale di smarrimento. Una sorta di richiesta di aiuto non palesata. Un segnale chiaro.
Chiaro per chi ha la giusta sensibilità per poterlo cogliere. Un segnale verso il quale non si può rimanere indifferenti.
Io, che da sempre convivo col “complesso di Peter Pan” continuo a desiderare i “superpoteri”.
Sono cresciuto con i fumetti della Marvel, per cui l’Uomo Ragno e i Fantastici Quattro sono stati il mio pane quotidiano. Qualcuno potrà pensare che è proprio questo ad aver irrimediabilmente compromesso l’equilibrio mentale e la maturità di molti della mia generazione, ma non è così.
Ci hanno insegnato, invece, ad essere felici.
Ci hanno insegnato che aiutare gli altri può regalare grandi emozioni.
Ci hanno regalato, inoltre, momenti di evasione, vie di fuga che, a volte, sono necessarie ed indispensabili. Abbiamo, inconsapevolmente, acquisito una capacità straordinaria, quella di estraniarci da contesti reali, che, in alcune circostanze, è la cosa migliore da fare per poter sopravvivere. L’importante, naturalmente, è saper poi tornare alla realtà!
I superpoteri oggi li userei con questi ragazzi, in modo da poter assistere a delle prove d’esame straordinarie, per poter provare, ancora una volta, le emozioni vissute con i fumetti della Marvel e vedere una sfilza di cento e lode!
In bocca al lupo a tutti, di cuore!

sabato 29 maggio 2010

LA TRANSUMANZA


Anche quest’anno l’inossidabile e tenace Carmelina, mente e anima della nota famiglia Colantuono di Frosolone, è riuscita a catalizzare l’attenzione di tutti e a portare a termine una transumanza di 180 km, attraversando 25 comuni, 3 province e 2 regioni, dalla Puglia alla montagna di Frosolone. Vedere sfilare circa 300 mucche per le strade di Frosolone accompagnate da tantissimi cavalieri è davvero uno spettacolo da non perdere.
Oltre i giornalisti delle testate locali abbiamo visto diverse postazioni RAI e tantissima gente di tutte le età. Carmelina, dopo un viaggio estenuante, è stanchissima, ma anche molto soddisfatta. La incontro, con piacere, ad Acquevive, dove abita e dove ha organizzato una festa straordinaria proprio davanti casa. Un centinaio di persone hanno goduto delle prelibatezze preparate in casa, dagli antipasti fino ai dolci. Vino e spumante a volontà. Immancabili i cori di fine pranzo dove chitarra e fisarmonica hanno completato un quadro straordinario fatto di gente semplice, umile e sincera. Gente che, nonostante reduce dallo sforzo immane della transumanza, è sempre pronta a regalarti un sorriso, un abbraccio e .. un bicchiere di vino. Il loro entusiasmo è contagioso, la loro ospitalità è proverbiale. Bisogna avere un grande rispetto per tutto questo. Brava Carmelina.

martedì 25 maggio 2010

Vivi la vita

La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.
Madre Teresa

venerdì 14 maggio 2010

CI RISIAMO!


Ci risiamo. Non fai in tempo ad abituarti ad una interfaccia grafica che Microsoft ne sforna un’altra. Vale sia per i Sistemi Operativi Windows (vedi XP, Vista, Seven) che per la notissima suite Microsoft Office.
Arriva a metà giugno, infatti, Office2010 in cui Microsoft promette, come al solito, una serie infinita di miglioramenti rispetto alla suite precedente. Novità come la “barra multifunzione” che servirà per tutte le applicazioni di Office.
In realtà non se ne può proprio più di questi continui aggiornamenti, o meglio, stravolgimenti, sia per il loro costo che per la perdita della “velocità di utilizzo” acquisita nel tempo con le versioni precedenti. Se sulla nostra scrivania ci cambiano continuamente di posto tutti i nostri strumenti di uso quotidiano o, ancora peggio, gli cambiano faccia, è chiaro che non ci fanno un bel regalo.
Per non parlare dei problemi di “compatibilità”. Forse la questione più odiosa.
Sì perché il classico e amato formato .doc, utilizzato da sempre, è stato “inaspettatamente” sostituito con il nuovo .docx con l’uscita di Office2007 rendendolo incompatibile con le versioni precedenti (o quasi, perché il problema è risolvibile anche se scocciante!). Insomma problemi continui, compreso quello di trovarsi in un’aula informatica per iniziare una lezione e trovarsi tre versioni diverse di Office installate sui computer dei malcapitati allievi.
Un’alternativa, oltretutto gratuita, a Microsoft Office, è Openoffice. Per curiosare andate su http://it.openoffice.org/
Potete guardarvi anche questo video: http://www.youtube.com/watch?v=8a3Ku4MCHHg

martedì 11 maggio 2010

Paga il biglietto!


Mi sta capitando un po’ troppo spesso di trovarmi di fronte problemi a cui non so dare o trovare risposte. Quando poi i problemi riguardano la scuola mi sento ancora più impotente. La scuola, come già ribadito in precedenti post, sta subendo una inevitabile trasformazione. Modi, tempi e strumenti di insegnamento sono cambiati. Quello che non cambia però è la testa di alcuni insegnanti che perseverano nei loro logori e stantii modi di fare.
Ogni giorno che passa fanno un danno in più, ai ragazzi, a loro stessi ed alla comunità.
Il fatto è che non si limitano a far danni e basta. No! devono anche denigrare il lavoro di chi, invece, ha recepito questa imprescindibile fase di trasformazione e si è riconvertito.
Qualcuno arriva perfino a dire, in aula, durante una lezione, che l’informatica non serve a niente!!!!!!!
La fortuna è che gli studenti non sono dei fessi. Magari un po’ svogliati sì, ma stupidi no!
Una affermazione come questa, fatta da un docente, (e non è la prima volta che capita) è di una gravità e disonestà intellettuale assoluta! Non c’è da aggiungere altro.
Io non capisco perché alcuni personaggi si ostinino a svolgere un lavoro verso il quale non nutrono nessuna passione, nessun sentimento e nessun rispetto, né per se stessi e né per gli altri.
E’ sempre la stessa storia: al cinema chi fa chiasso è quello che non ha pagato il biglietto!

lunedì 3 maggio 2010

Corsi di qualifica informatica a Frosolone


Dopo anni di incontri, riunioni e solleciti vari, finalmente quest’anno avremo dei “corsi di qualifica informatica” con sede Frosolone. I corsi, gestiti dall’Ente TREND di Campobasso, avranno inizio, molto probabilmente, a fine maggio, presso la sede TREND di Via Marconi a Frosolone.
I corsi saranno gratuiti perchè finanziati dalla Regione Molise.
Anticipo questa bella notizia sperando di fare cosa gradita in particolare a quelle persone che, da molto tempo, continuano a chiedermi quand’è che organizzo a Frosolone altri corsi di informatica per il conseguimento dell’ECDL.
Per ulteriori informazioni, contattatemi!

giovedì 29 aprile 2010

Società informatizzata?


Vivere la “società informatizzata” e non saperlo è possibile?
Sembrerebbe di sì, visto il numero di persone che ancora pensa di poter fare a meno di un computer. Specialmente quando a pensarla così sono i giovani (una minima parte, fortunatamente!).
Parlare di “villaggio globale”, di “autostrade dell’informazione” e di “società informatizzata” in un contesto di questo tipo è come parlare di donne a casa di Aldo Busi.
E’ evidente che chi gioca un ruolo fondamentale in questo contesto è la scuola che sta subendo dei cambiamenti profondi.
Internet e le nuove tecnologie hanno cambiato modi, tempi e strumenti di insegnamento ed i principali attori di questo scenario sono i docenti che devono conoscere questi strumenti e le risorse che offrono per poterle trasmettere ai loro allievi. O questo lo comprendono o è meglio cambiare mestiere!
Collaboro con le scuole, come insegnante di informatica, da molti anni e mi rendo conto che grandi passi sono stati fatti ma c’è ancora molto da lavorare non solo verso i ragazzi ma, principalmente, verso i docenti.
Tutti i progetti avviato fino ad oggi dal Ministero della Pubblica Istruzione ad iniziare dal “Programma quadriennale di Sviluppo delle Tecnologie Didattiche” (PSTD), fino al recente progetto per l’utilizzo della lavagna interattiva multimediale (LIM) sono sicuramente da premiare ma il fatto è che alla maggior parte di docenti, impegnati in questa fase di aggiornamento, mancano le basi. E’ come insegnare a guidare una ferrari a chi non è mai salito su una Fiat Panda.
Per non parlare poi delle condizioni dei laboratori di informatica che, in molte scuole, sono fermi all’epoca di “pappagone”.
Vogliamo parlare, poi, di sicurezza? Oggi con Internet è facilissimo “combinare guai”. Se non si sta attenti, come minimo, si rischia di perdere i propri dati, di compromettere la propria privacy e trovarsi con materiale pornografico in tutti computer per mancanza di software di controllo e di filtraggio.
Problemi di questo tipo, in molte scuole, sono totalmente ignorati!
Stavo quasi dimenticando di parlare di “digital divide” ovvero di “discriminazione tecnologica” con cui ci scontriamo da sempre vivendo in posti, diciamo, “geograficamente svantaggiati”.
Si perché pare che la tecnologia risenta molto del territorio ossia della posizione geografica. Se vivi in una grande città puoi vivere le innovazioni tecnologiche in maniera immediata ma se vivi in un posto come Frosolone (per esempio), prima che arrivi il cavo Telecom per l’ADSL, arriva la pensione! Quello che ci sta salvando (da circa un anno) è una linea hdsl wireless a 2 megabit con la quale bene o male riusciamo a lavorare.
Come al solito non rimane che la speranza.
La speranza porta il nome dei nostri ragazzi, dei nostri studenti, a cui, oltre ad insegnare l’utilizzo del computer, bisogna parlare, prima di tutto di “rispetto degli altri” di “rispetto delle regole” di “onestà morale ed intellettuale” e di quanto sia importante vivere in un paese dove principi di uguaglianza e di libertà siano alla base di tutto.

venerdì 23 aprile 2010

Homo technologicus


Mi capita molto spesso di ricevere (amichevoli) richieste di consulenza per l’acquisto di un nuovo computer, solitamente da persone “mature”, perché i giovani (quasi tutti), fortunatamente, ne sanno più di chiunque altro.
La domanda ricorrente è “qual è il migliore?”; oppure la richiesta-tipo è: “trovamene uno che fa tutto!” o ancora “io non ci capisco ma deve essere buono!” .
Richieste di questo tipo, è chiaro, fanno sorridere però evidenziano, o meglio, continuano ad evidenziare, lo stesso problema, cioè che la cultura tecnologica è ancora un obiettivo da raggiungere.
Continuiamo a vivere immersi nella tecnologia ma la utilizziamo male, inconsapevolmente e per omologazione, e, soprattutto, continuiamo a comprare Ferrari senza aver mai guidato nemmeno una cinquecento.
La nostra unica preoccupazione è quella di accertarci di acquistare “l’ultimo tipo”. Quello che ha mille opzioni e mille funzioni. Non fa niente se ne sappiamo usare solo due (di funzioni), l’importante è possedere la tecnologia e non utilizzarla.
Nelle nostre case troviamo computer super-evoluti che vengono utilizzati per scrivere qualche lettera e per collegarsi ad Internet. Ma c’era bisogno di spendere tanti soldi per fare questo?
Bastava meno della metà per avere un computer già sovradimensionato rispetto alle effettive esigenze, conoscenze e capacità operative.
Ci troviamo di fronte ad una nuova specie: l’Homo technologicus deficientum.
E’ facile riconoscerlo. Ha un’età compresa tra i 30 e i 50 anni. Riconosce i suoi simili dal tipo di suoneria del cellulare. Invia e riceve centinaia di importantissimi messaggini al giorno del tipo “butta la pasta, sto arrivando!”. In auto ha un super navigatore satellitare che utilizza anche per andare a comprare le sigarette. Parla un linguaggio sconosciuto, comprensibile solo ai suoi simili. Pensa che il televisore al plasma (50 pollici, ultimo tipo, alta definizione) appena acquistato, sia un televisore che funzioni grazie al sangue animale. Altrimenti perché l’avrebbero chiamato TV al plasma!? E’ convinto che Inter-net sia un prodotto creato da una famosa squadra di calcio.
Pensa che l’AIDS e L’ADSL siano la stessa cosa, solo che l’ADSL è un po’ più veloce!
Da quando ha sentito parlare di virus, usa i guanti in lattice per navigare in Internet.
Lo si può incontrare, sicuramente, nei grandi centri commerciali. Basta entrare da Euronics, Eldo e catene di negozi di questo tipo. Appena entra lo riconoscono tutti, in particolare i commessi che, terrorizzati dalle sue domande, cercano di nascondersi. Ma a lui non si sfugge. Troverebbe un commesso anche nel bagno delle donne e, appena agguantato, inizia a sparare cavolate! .. parla di cose a lui sconosciute, chiede l’inverosimile. Pensa di essere esperto di tutto e pretende la massima attenzione.
Il problema è che nessuno sa di cosa stia parlando.
Ogni tanto qualche commesso prova a fingere un malore, per uscire da quella paradossale situazione, ma lui è anche esperto di telemedicina, il suo mega-cellulare fa anche la risonanza magnetica!

venerdì 16 aprile 2010

Chiusura della mitica pompa della ESSO


Tra l’indifferenza generale, hanno smantellato lo storica pompa di benzina della “Esso” di Piazza Alessandro Volta. Storica perché esiste da sempre. Ho trovato una foto degli anni ’40 e la pompa era già lì.
La pompa, gestita da tempo immemorabile dalla fam. Barulli ora non c’è più.
Ci sono gli operai incaricati dalla“Esso” che stanno terminando i lavori di smantellamento.
Non so cosa sia successo, non ho avuto modo di parlare con qualcuno della fam. Barulli, comunque penso ci sia stato qualche problema legato agli adeguamenti che stanno facendo fare, dappertutto, ai gestori delle pompe di benzina. Peccato! Mi dispiace davvero.
Anche se il posto, al centro del paese, non era il migliore per installare un servizio di questo tipo, mi mancherà lo stesso.
Sarò patetico ma dopo aver fatto benzina per vent’anni nello stesso posto mi sento un po’ privato di qualcosa che, in un certo senso, mi apparteneva, qualcosa che comunque faceva parte della mia vita, delle mie abitudini quotidiane. Mi manca Gios, il suo fare discreto, la sua disponibilità e le sue poche, ma pesate, parole. La sua simpatia serviva da panacea per ogni aumento del prezzo del carburante. Non ho incontrato nemmeno lui, non riesco ad immaginarlo senza la tenuta da benzinaio, mi auguro solo che stia bene e che abbia trovato altra sistemazione.
Il paese, fra qualche giorno, al termine dei lavori, avrà un marciapiede più ampio e più confortevole, ma avremo perso quel “colpo d’occhio” che, tornando dalla strada di Isernia, ci faceva sentire di nuovo a casa.

sabato 10 aprile 2010

RIENTRO


Rientro da una settimana pisana. Settimana soleggiata. Un assaggio di vacanza estiva. Rientrando, lascio bellezze indiscutibili, profumi, sapori e paesaggi toscani, gente cordiale e ospitale, nuovi amici.
Mi riesce sempre più difficile affrontare la fase del rientro.
Ritrovo comunque il mio Molise, la mia gente, i miei amici … il mio paese adottivo: Frosolone.
Da Piazza dei Miracoli a Piazza Alessandro Volta, da Ponte di Mezzo al “primo ponte”, dal Fiume Arno al fiume Biferno … che dire!

giovedì 1 aprile 2010

1° APRILE


Si usa ancora il 1° aprile disegnare un bel pesce e attaccarlo sulla schiena di qualche sprovveduto amico? E’ una scena che non vedo da molti anni. Magari oggi si usano gli sms o gli mms.
Sono finiti i tempi in cui Orson Welles, il celebre regista americano, nel 1938 progettava uno scherzo epocale. Un programma radiofonico in cui commentava lo sbarco dei marziani sulla terra. Tra la popolazione fu il panico generale. La cronaca radiofonica si trasformò in una realtà da incubo. Solo il giorno dopo fu dato l’annuncio che si trattava di uno scherzo, ma i danni furono per milioni di dollari.
Oggi al massimo si può ricevere un sms dal proprio partner del tipo “è stato bello ma ora è finita, sono innamorata di un altro!”. Attenzione però, questi scherzi possono anche finire male. Prima di farvi venire idee brillanti di questo tipo, pensateci bene e … almeno oggi, guardatevi le spalle!

martedì 23 marzo 2010

MALINCONIA


Continua inarrestabile la ricerca su Facebook di amici d’infanzia, del servizio militare, del basket, della radio, della palestra ecc.. ecc.. che malinconia, che tristezza! Ogni giorno un contatto, una foto, un messaggio riaprono cassetti della memoria ormai chiusi da tempo.
Facce dimenticate riaffiorano dal passato e fanno rivivere forti emozioni. La malinconia e la tristezza nascono dal fatto che qualcuno purtroppo non c’è più, altri, invece, sembrano i nonni delle persone che ho conosciuto e frequentato trent’anni fa. Fortunatamente, tra questi, ho trovato anche qualcuno che è rimasto più o meno lo stesso e questo mi rincuora perché sto rischiando di sentirmi più vecchio di quello che non sono.
Il rischio non è solo quello di acquisire consapevolezza della propria età e del fatto che gli anni migliori sono ormai andati da un pezzo, anche perché non è proprio così, ma è anche quello di non riuscire più a fare a meno di questo diabolico strumento che è Facebook. Non vorrei mai essere sopraffatto dal mio avatar!
Preferisco il presente. Preferisco i giovani. Ecco perché non lascio la scuola. Posso svolgere mille attività, ma lascerò sempre un posto libero per loro. Con loro non mi sono mai sentito né triste, né malinconico, … e loro lo sanno!.

mercoledì 17 marzo 2010

AVATAR


Intossicazione da Facebook: si può guarire? Non lo so, penso sia troppo tardi. Anche perché il social-network si va ad aggiungere a tutto il resto. Tv, sms, mms, messenger, posta elettronica, blog, forum, chat e tanto altro ancora.
Ormai siamo malati cronici. Siamo paurosamente attratti dalle tecnologie che riguardano la comunicazione di massa. Malati e felici. Ma quanto chiacchieriamo! … non ne possiamo più fare a meno. Magari ci si incontra per strada e a stento ci si saluta, ma su facebook, grandi chiacchierate! Grandi discorsi, ricordi, saluti ecc.. ecc.. Il nostro avatar prevale sulla nostra figura reale. Sarà pericoloso tutto questo? Mah! ormai non mi sforzo neanche più a trovare le risposte a tutto. Sembra inutile.

martedì 9 marzo 2010

FREDDO SIBERIANO


Falso allarme! L’odor di primavera è stato prontamente spazzato via da questa fastidiosissima perturbazione siberiana che sta riportando neve in tutta Italia. Pazienza. Vuol dire che aspetteremo. Siamo abituati. Intanto la vita scorre. Tra Grande Fratello, Isola dei Famosi, Pupo e Emanuele Filiberto, tra politici e politicanti, tra giornalisti e giornalai, TV e Internet regnano sovrani tra i nostri principali interessi. Sappiamo tutto di tutti, o meglio, sappiamo quello che hanno deciso di farci credere. Ma non fa niente, tutto sommato che ci frega se a rubare è stato l’uno o è stato l’altro, alla fine sono tutti uguali, più o meno. Che brutta cosa!

sabato 27 febbraio 2010

ODORE DI PRIMAVERA


Pian pianino la primavera si avvicina. Chi oggi si lamenta per il freddo, fra non molto, si lamenterà per il caldo. Perché, diciamolo pure, siamo tutti un po’ troppo lamentosi. Non ci stai mai bene nulla! Quando fa freddo è troppo freddo, quando fa caldo è troppo caldo. Non ci piace aspettare, fare le file e pagare le tasse. Odiamo il raffreddore, i malanni invernali, il traffico e i semafori rossi. Siamo intolleranti a troppe cose. Ormai litighiamo anche col televisore. Conosco gente che ci parla. Discute, commenta e, a volte, ci litiga. Non si parlano poi per settimane intere! Siamo ormai paranoici. I giovani, per esempio, ma perché escono solo di notte? Quando noi, a vent’anni, si rientrava a mezzanotte, ci si sentiva anche un po’ in colpa per aver fatto tardi! Oggi a mezzanotte escono. Ma dove vanno e cosa fanno? e, soprattutto, perché quello che fanno non possono farlo prima? diciamo dalle 21:00 a mezzanotte, mezzanotte e mezza! Mistero!.
Comunque accontentiamoci dell’odore di primavera che già si avverte perché rimane una delle poche certezze che ci restano. Questa almeno nessuno ce la può portare via.

giovedì 18 febbraio 2010

SOPPORTAZIONE


La mia vita è piena di dubbi. Non so mai se sto facendo la cosa giusta.
Sono diventato intollerante e anche un po’ invidioso. Chi invidio? Invidio chi è sicuro sé, chi ha sempre la risposta pronta, chi trova sempre la soluzione migliore per tutto. Invidio anche gli egoisti, perché loro vivono meglio. Invidio quelli che si lasciano scivolare addosso i problemi, invidio gli ignoranti, perché sono sempre sorridenti e felici.
Non tollero l’approssimazione, la superficialità e le persone insensibili.
Non tollero l’arroganza, la maleducazione, l’ipocrisia e il pregiudizio.
Non mi abituerò mai a convivere con tutta questa gente. Sono condannato alla “sopportazione”.

mercoledì 17 febbraio 2010

PERSONAGGI


In molti paesi, compreso Frosolone, oltre a tante brave persone esistono anche i “personaggi”.
Il personaggio è una tipologia di persona che può appartenere a diverse categorie: il “cazzaro”, il “babbio”, il “milionario”, il “playboy” ecc..
La categoria a cui farò riferimento oggi è quella del “cazzaro”
Il cazzaro, per sua natura, è un tipo divertente.
Ha la capacità di raccontare cose inaudite su se stesso e sulle sue straordinarie capacità in tutti i settori e in tutti gli ambiti: lavorativi, sentimentali, sportivi ecc..
Solitamente, quando racconta cazzate, gesticola molto e non ascolta mai una sola parola del suo interlocutore, parla, parla, parla, parla solo lui.
Il cazzaro conosce tutti ed è amico di tutti, dal politico al chirurgo, dal preside al Prefetto, dal Sindaco al personaggio televisivo.
Tutti impazziscono per lui, se hai un problema il cazzaro è il primo a proporsi per aitutarti perché lui può tutto ed è molto generoso, … peccato però che le sue chiacchiere rimarranno solo chiacchiere … anzi solo “cazzate”!

martedì 9 febbraio 2010

Cyber-gossip


Tutto cambia, perfino il modo di spettegolare, lo sport nazionale più amato.
La società dell’informazione e della comunicazione ci sta travolgendo. Era inevitabile.
Un tempo ci si vedeva di persona, ci si telefonava, oppure ci si scriveva (carta e penna).
Oggi tra telefoni cellulari e computer siamo costantemente in contatto, 24 ore su 24.
Il gossip, un tempo, era piuttosto casuale, occasionale, solo se ci si incontrava si poteva spettegolare su qualcuno. Oggi no. Non c’è nemmeno bisogno di desiderarlo, basta andare su Facebook, dove tutti sanno tutto di tutti. Anche se non sei pettegolo, lo diventi.
La maggior parte di utenti di social-network come Facebook sono come stregati, ipnotizzati da questo strumento e, in queste condizioni, scrivono di tutto di più, riguardo le proprie abitudini, i propri interessi, le proprie aspettative e, in molti casi, vanno oltre. Scrivono cose che si dovrebbero confessare solo ad amici fidati e non a una piazza intera. Questo tipo di comportamento non fa altro che alimentare il gossip e mette in piazza, a volte, cose molto riservate mandando a farsi benedire la privacy. Le malelingue ringraziano!

venerdì 5 febbraio 2010

PER I VENT’ANNI DI CHIARA


Sto lì, da solo, come un asino tra i suoni. E’ successo tutto così in fretta. Stanotte non ho dormito. La sala d’aspetto del reparto maternità è deserta. Non si può fumare. Non ci sono riviste, niente da leggere, solo una fredda stanzetta con poche sedie e un compassionevole tavolino. La finestra affaccia su un miserevole cortile di terza categoria. Niente con cui poter distrarsi, niente da scrutare, da osservare, da ammirare. Passeggio nel corridoio. Su e giù, su e giù. Non si sente anima viva, anzi no, una voce! Le vado incontro. Avevo sentito bene, riconosco anche il respiro di Walter, il mio più caro amico. Sorride. Ha lasciato il lavoro per venire a farmi compagnia.
Ci guardiamo, ci viene da ridere. Mi ha sempre messo allegria.
Meno male che è venuto. Mi calmo.
Sarà maschio, sarà femmina. Decidiamo che dovrà essere femmina.
Come sarà, occhi, capelli, colorito, a chi somiglierà? Non ci sono dubbi, somiglierà a me.
Il tempo passa.
Walter è un fiume in piena. Un fiume di parole, di racconti, di ricordi.
Capisco che anche lui è in agitazione anche se fa di tutto per far capire il contrario.
Un rumore di passi. Walter si azzittisce. Cambio colore. Da rosa pallido a bianco madreperla.
Walter mi appoggia la mano sulla spalla.
La porta si apre.
E’ un’infermiera. Ha in mano una specie di cassetta degli attrezzi. E’ femmina! esclama. Walter mi abbraccia. Diamo velocemente un’occhiata nella cassetta. Una faccetta gonfia e violacea ci fa capire che una nuova era sta per iniziare. Nulla sarà più come prima.
Lascio Walter e ranocchietta e corro dalla mamma.
Il resto è storia.
Tutto corre in fretta. Sono passati vent’anni. Vent'anni meravigliosi.
Auguri CHIARA. Auguri da papà.

domenica 10 gennaio 2010

Lasciateci sognare!

L’Epifania tutte la feste porta via!. Rimangono però i chili in più, i panettoni avanzati, le ore di sonno da recuperare e la tristezza per non aver vinto alla lotteria Italia.
Non c’è niente da fare, gli anni passano, ma noi siamo sempre lì a sperare e a giocare. Superenalotto, win for life e gratta e vinci … le tasse sui sogni.
Ma dopo i sogni, l’ epilogo è sempre lo stesso: tornare, mestamente, al lavoro.
Un triste risveglio nella malinconica realtà in bianco e nero. Ma, mentre stiamo lavorando, distrattamente, pensiamo a quando sarebbe stato bello aver vinto cinque milioni di euro e, per un attimo, la nostra mente ricomincia a viaggiare, a sognare! Vediamo i nostri progetti realizzati e tutto intorno ritorna il colore.
Peccato che ci sia sempre qualcuno pronto a urlarti “ahò ma che fai dormi?” e tutto torna in bianco a nero. Maledetto! .. sarà uno che non gioca! .. il solito avaro, tirchio fetente!