venerdì 23 aprile 2010

Homo technologicus


Mi capita molto spesso di ricevere (amichevoli) richieste di consulenza per l’acquisto di un nuovo computer, solitamente da persone “mature”, perché i giovani (quasi tutti), fortunatamente, ne sanno più di chiunque altro.
La domanda ricorrente è “qual è il migliore?”; oppure la richiesta-tipo è: “trovamene uno che fa tutto!” o ancora “io non ci capisco ma deve essere buono!” .
Richieste di questo tipo, è chiaro, fanno sorridere però evidenziano, o meglio, continuano ad evidenziare, lo stesso problema, cioè che la cultura tecnologica è ancora un obiettivo da raggiungere.
Continuiamo a vivere immersi nella tecnologia ma la utilizziamo male, inconsapevolmente e per omologazione, e, soprattutto, continuiamo a comprare Ferrari senza aver mai guidato nemmeno una cinquecento.
La nostra unica preoccupazione è quella di accertarci di acquistare “l’ultimo tipo”. Quello che ha mille opzioni e mille funzioni. Non fa niente se ne sappiamo usare solo due (di funzioni), l’importante è possedere la tecnologia e non utilizzarla.
Nelle nostre case troviamo computer super-evoluti che vengono utilizzati per scrivere qualche lettera e per collegarsi ad Internet. Ma c’era bisogno di spendere tanti soldi per fare questo?
Bastava meno della metà per avere un computer già sovradimensionato rispetto alle effettive esigenze, conoscenze e capacità operative.
Ci troviamo di fronte ad una nuova specie: l’Homo technologicus deficientum.
E’ facile riconoscerlo. Ha un’età compresa tra i 30 e i 50 anni. Riconosce i suoi simili dal tipo di suoneria del cellulare. Invia e riceve centinaia di importantissimi messaggini al giorno del tipo “butta la pasta, sto arrivando!”. In auto ha un super navigatore satellitare che utilizza anche per andare a comprare le sigarette. Parla un linguaggio sconosciuto, comprensibile solo ai suoi simili. Pensa che il televisore al plasma (50 pollici, ultimo tipo, alta definizione) appena acquistato, sia un televisore che funzioni grazie al sangue animale. Altrimenti perché l’avrebbero chiamato TV al plasma!? E’ convinto che Inter-net sia un prodotto creato da una famosa squadra di calcio.
Pensa che l’AIDS e L’ADSL siano la stessa cosa, solo che l’ADSL è un po’ più veloce!
Da quando ha sentito parlare di virus, usa i guanti in lattice per navigare in Internet.
Lo si può incontrare, sicuramente, nei grandi centri commerciali. Basta entrare da Euronics, Eldo e catene di negozi di questo tipo. Appena entra lo riconoscono tutti, in particolare i commessi che, terrorizzati dalle sue domande, cercano di nascondersi. Ma a lui non si sfugge. Troverebbe un commesso anche nel bagno delle donne e, appena agguantato, inizia a sparare cavolate! .. parla di cose a lui sconosciute, chiede l’inverosimile. Pensa di essere esperto di tutto e pretende la massima attenzione.
Il problema è che nessuno sa di cosa stia parlando.
Ogni tanto qualche commesso prova a fingere un malore, per uscire da quella paradossale situazione, ma lui è anche esperto di telemedicina, il suo mega-cellulare fa anche la risonanza magnetica!

1 commento:

simona ha detto...

bellissimo come al solito...e sono d'accordo,di questi esemplari,se ne vedono molti in giro...ma chi li conosce,li evita....anche se non sempre si riesce a farlo!!!!