domenica 21 novembre 2010

Ancora TIC?

Progetti su progetti. Convegni su convegni. Corsi su corsi. Finanziamenti su finanziamenti e siamo sempre allo stesso punto, più o meno. Sto parlando dell’utilizzo delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) nelle scuole, nella didattica.

Partecipo da anni a convegni, incontri, riunioni ed è tutta un’ostentazione di progetti, progettini o progettoni, di tecnologia sofisticata e di utilizzo di strumenti avanzati. Una esaltazione generale. Solo chiacchiere! Sono anni che sento parlare di una scuola con “un computer su ogni banco”, ma qualcuno di voi è mai entrato in una scuola? Io ci entro spesso e vi assicuro che a stento ci sono i banchi, anche un pò malridotti, così come quei quattro scalcinati computer chiusi a chiave nel cosiddetto “laboratorio di informatica”. Un luogo misterioso, dove si aggirano personaggi di ogni tipo, tra tecnici, supplenti, assistenti, alunni a spasso per i corridoi e qualche professore che deve controllare la propria posta elettronica o controllare nuove amicizie su facebook. I computer sono così pieni di virus che hanno preso vita!. Quando entri nel laboratorio ti guardano, cercando di impietosirti, sembra vogliano dire “finiscimi, ti prego finiscimi, poniamo fine a questo strazio!”.

A parte gli scherzi, l’aula informatica (non laboratorio) ha un senso quando diviene il luogo del “piacere di apprendere” e non quando si trasforma in una sorta di locale di intrattenimento.

Per trasformare un “laboratorio di informatica” in “aula informatica”, c’è bisogno di una serie di cose indispensabili: computer decenti, rete locale, software adeguati, software antivirus aggiornati, linea ADSL, sistemi di controllo, videoproiettore, sedie adeguate e responsabile di laboratorio.

Solo così alunni e insegnanti potranno trarre profitto dalle nuove tecnologie.

Altro errore che, secondo me, si commette è quello di pretendere dagli insegnanti di trasformarsi, in poco tempo, in esperti informatici. Non si può guidare una Ferrari di Formula 1 se non si è mai guidato nemmeno una Fiat Panda!. Si rischia solo di fare danni, agli alunni e a se stessi.

La soluzione?

Procedere per gradi, con una formazione seria. Creare gruppi di lavoro affiancati da esperti informatici. Far capire prima di tutto cos’è un Sistema Operativo, poi passare ad applicazioni utili per la propria materia d’insegnamento ed infine passare all’utilizzo serio ed efficace della rete Internet con i suoi mille servizi. Solo alla fine di questo indispensabile processo formativo si potrà pensare alla creazione di un Portale Web della propria scuola che tutti potranno utilizzare, alunni, insegnanti ed anche genitori.

Basta poco, non c’è bisogno di grandi progetti. Basta organizzarsi e, soprattutto, avere voglia di farlo!

1 commento:

Stefania ha detto...

Non posso che essere in pieno accordo con te! I pochi computer che si trovano oggi nelle scuole sono vecchi e riciclati, ma non solo, non hanno tutti i programmi funzionali e spesso non solo non c'è l'ADSL, ma manca proprio il collegamento ad internet! Per quanto riguarda gli insegnanti, lo scoglio da aggirare è la diffidenza di molti ad usare i computer e le nuove teconologie in genere. Io però sono fiduciosa, con un lavoro paziente e costante riusciremo anche in Italia ad avere una scuola al passo con i tempi che sappia usare le risorse teconogiche quotidianamente e in maniera efficiente.