martedì 24 aprile 2012

La RESILIENZA, ovvero la capacità di reagire alle cose negative della vita.

Studiando la resilienza in campo informatico, ossia la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni d'uso in modo da garantire la disponibilità dei servizi erogati in particolare in situazioni da Disaster Recovery (misure tecnologiche e organizzative atte a ripristinare sistemi, dati e infrastrutture) ho notato che è un termine utilizzato anche in psicologia.

In psicologia, la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.

Le persone con un alto livello di resilienza riescono a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti. Sono persone ottimiste, flessibili e creative che sanno far tesoro delle proprie e delle altrui esperienze.

La resilienza è parte di ogni individuo, bisogna solo fidarsi del proprio istinto o sesto senso e sforzarsi di essere un pò più ottimisti riguardo la propria vita e l’ambiente che ci circonda, vedere, come si suol dire, il bicchiere sempre mezzo pieno e imparare a vedere i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia.

A buon intenditor ...

giovedì 8 marzo 2012

Cosa non mi piace dell'8 marzo

Vedere gruppi di amiche riunirsi ed andare a cena al ristorante, senza uomini, una volta l'anno, o, peggio ancora, andare in locali di striptease dove ci sono uomini che si spogliano;
Vedere la superficialità con la quale si affronta questa giornata dimenticando il vero significato politico e sociale della festa, nata per rivendicare diritti fondamentali;
Veder trasformato un giorno, che dovrebbe essere di commemorazione, in una stupida ed inutile festa;
Vedere donne felici di ricevere gli auguri da parte di alcuni uomini che le rispettano un giorno l'anno;
Vedere uomini, che cornificano regolarmente le proprie mogli, andare a comprare le mimose.

mercoledì 22 febbraio 2012

La LIM questa sconosciuta

Per i terreni la LIM è la Lavagna Interattiva Multimediale che, da un paio di anni, è stata introdotta nelle scuole italiane e va a sostituire l’ormai obsoleta lavagna di ardesia con relativi gessetti dell’epoca di Garibaldi.
Come tutte le innovazione tecnologiche, la LIM, ha creato e sta creando ancora, un po’ di scompiglio in particolar modo tra i docenti “vecchio stampo” … ma non solo!.
La LIM non è altro che un PC (o notebook) collegato ad un videoproiettore ed una lavagna bianca che, grazie al software installato , diventa interattiva, per cui rende utilizzabile tutto ciò che si installa sul PC direttamente sulla lavagna. Se, poi, il PC è connesso ad Internet (calorosamente consigliato) si possono utilizzare le infinite risorse che la Rete offre.
In definitiva se si sa utilizzare un PC, si utilizza facilmente anche la LIM.
Un concetto lapalissiano che però non risulta ancora molto chiaro a molti docenti che dovrebbero utilizzarla.
Organizzare, quindi, un “corso sulla LIM”, non ha molto senso. Ha senso, invece, organizzare “corsi CON la LIM” dove, fondamentalmente, si usa un computer.
Usare la LIM come lavagna è così semplice ed intuito che potrebbe farlo anche un bambino di prima elementare. Utilizzare, invece, la LIM per creare una lezione multimediale con l’utilizzo delle risorse che la Rete e le Applicazioni software offrono, è tutt’altra cosa.
Prima di tutto bisogna organizzarsi. La prima cosa da fare è la creazione di un progetto di cosa si vuole ottenere o realizzare, poi si inizia a procurarsi il materiale necessario: programmi ad hoc, testi, immagini, video e quant’altro.
Una volta reperito il materiale che si desidera utilizzare nella lezione, si può avviare l’applicativo principale della LIM (tanto per citarne uno, Interwrite Workspace) che permettere di mettere insieme tutto il materiale raccolto.
Chiaramente questo è solo un piccolo esempio di come è possibile organizzare una lezione con la LIM. Le possibilità di utilizzo, con un po’ di impegno, un po’ di fantasia e un po’ di passione, sono pressoché infinite. Se non riuscite ad utilizzarla, un consiglio: iscrivetevi ad un corso di informatica di base.

domenica 12 febbraio 2012

L'ERA GLACIALE 5

Sembra incredibile ma dopo 10 giorni, da quando i primi fiocchi toccarono il suolo molisano, siamo ancora in piena emergenza neve per quella che sarà ricordata come la nevicata dei record: la più duratura, la più abbondante, la più estesa e la più documentata. A Frosolone il ghiaccio regna sovrano. Cumuli di neve altri tre metri e stalattiti giganti creano un'atmosfera surreale richiamando l'attenzione dei pochi passanti.
Oggi, sempre a Frosolone, sono stati avvistati Manfred il mammut, Sid il bradipo, Crash e Eddie gli opossum e Diego la tigre. E' evidente che la prossima edizione del noto film di animazione "L'era glaciale" si terrà a Frosolone. A proposito, se vi state chiedendo che fina abbia fatto Scrat, lo scoiattolo, è stato avvistato stamattina a Colle dell'Orso, inseguiva la sua agognata ghianda!

mercoledì 8 febbraio 2012

Freddo da record

A parte la profezia della fine del mondo, questo 2012 sembra voglia farsi notare a tutti i costi con eventi davvero straordinari. Il governo tecnico, lo spread, la nave da crociera che affonda, il capitano che abbandona la nave, il freddo siberiano, la neve sulla capitale, … e siamo solo a febbraio!.
A Frosolone, le nuove generazioni, quelli che hanno pressappoco 20 anni o poco più , tanta neve non l’hanno mai vista e passano il tempo a fotografare e a scaricare foto su Facebook, come i giapponesi in vacanza, tanto le scuole sono chiuse!. In tv, nei vari TG, si susseguono le informazioni meteo e si perde tempo a raccontare della grande nevicata su Roma (pochi centimetri) trascurando altre realtà come i piccoli paesi o frazioni molisane e abruzzesi dove la gente è rimasta isolata e rischia davvero grosso, posti dove sono caduti due e anche tre metri di neve.
A Isernia, addirittura, hanno fatto intervenire l’esercito, e allora a Capracotta chi bisognava chiamare i Fantastici 4?
Insomma c’è un po’ di confusione, come del resto in tutto ciò che ultimamente riguarda il nostro bel Paese. Che siano le prime avvisaglie di un anno straordinariamente negativo? E chi lo sa! Speriamo solo che a nessuna venga la voglia di mettere mano al nucleare visto che tra Israele e Iran si sentono cose davvero preoccupanti. Ci manca solo una bella bomba nucleare così almeno abbiamo risolto il problema dello sgombero neve!

martedì 17 gennaio 2012

Tarzan, Zorro e ... De Falco

Da ragazzi, negli anni ’70, si andava al cinema a vedere Tarzan, Zorro e altri miti di questo tipo. Tanta era l’identificazione nel personaggio che all’uscita dal cinema ci sentivamo tutti un po’ più forti e coraggiosi. Era facile immedesimarsi, sentirsi un po’ supereroi.
Oggi questo fa sorridere ma quella sensazione, dopo 35 anni, per un attimo, l’ho riprovata oggi pomeriggio quando ho ascoltato in tv la telefonata tra l'ufficiale della Capitaneria di Porto di Livorno, Gregorio Maria De Falco ed il comandante (codardo, vigliacco o drogato) della nave Costa crociere Francesco Schettino.
La voce autorevole di De Falco, il suo senso del dovere, la sua determinazione, mentre scuoteva la coscienza del misero Schettino, mi ha colpito proprio come le gesta di Tarzan e Zorro negli anni ’70, riaccendendo la speranza che in Italia fortunatamente ancora esistono persone forti e decise che non smettono di sperare, e di farci sperare, anche nei momenti peggiori. Mi piace pensare ad un’Italia futura dove le persone giuste siano collocate al posto giusto. Dove il netturbino faccia il netturbino ed il comandante di una nave faccia il comandante di una nave, e non il contrario, come succede oggi.

Quanti "Schettino" sono ancora in giro?

Tantissime volte, prima di imbarcarmi su un aereo o su un traghetto, mi sono chiesto a quali mani stavo affidando la mia vita e quella dei miei cari. Chi sarà il pilota, chi sarà il comandante, sarà affidabile e competente?
L'ottimismo ha sempre prevalso e la mia immaginazione mi ha sempre portato a visualizzare, mentalmente, una figura seria, distinta, autoritaria, competente, una specie di eroe fascinoso dei nostri tempi.
Un pilota d’aereo, un comandante di una nave, uno così se lo immagina, uno di cui ti puoi fidare, altrimenti chi mai l’avrebbe messo lì !
Poi accade che una nave da crociera affonda e non c’è più bisogno di immaginarsi nulla perché compare un certo capitano “Schettino”. Uno che come lo vedi capisci che è un coglione. Uno che, dopo aver causato un disastro colossale è tra i primi a mettersi in salvo e raggiungere in taxi un hotel.
E allora l’ansia ti assale e cominci a porti delle domande. Quanti Schettino ci saranno ancora in giro per l’Italia?
Quanti Schettino pilotano aerei di linea o navi da crociera che hanno nelle loro mani la vita di migliaia di persone, e, soprattutto chi ca##o ce li ha messi???

sabato 7 gennaio 2012

Frosolonese ... contagioso!

Siamo all'inizio del terzo anno che mia figlia studia e vive a Pisa. Mi ero illuso che, frequentando quel territorio, prendesse un minimo di accento locale che amo tanto. Mi sarebbe piaciuto sentir pronunciare parole come matemati'a, mani'omio, 'asa, sicchè, ecc. ecc... La realtà, invece, è ben diversa.
Scientificamente potrei rifarmi al primo principio della termodinamica .. "quando un corpo viene posto a contatto con un altro corpo relativamente più freddo, avviene una trasformazione che porta a uno stato di equilibrio in cui sono uguali le temperature dei due corpi" .. quindi, applicando, empiricamente, questo principio a un "frosolonese" che viene a contatto con un "pisano" dovremmo avere un pisano che parla un pò di frosolonese e un frosolonese che parla un pò "pisano". Niente da fare. Esperimento fallito.
Il frosolonese non solo continuerà a parlare frosolonese ma avrà contagiato buona parte di amici pisani che, prima o poi, incontrerai a spasso per la città e ti diranno "uhè uagliò com stià! ... che z fà a frusulon!"